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Tempi.

Vi faccio presente che è tutto passato.
E tutto passa. L’avete salutato?
Tranquilli, le occasioni mancate non mancano mai.
Tu che verbi usi? Quanto sei presente?
L’era glaciale, l’era dell’Aquario, l’era tecnologica, l’era… ma l’è? quando diamo spazio all’è?
Forse dovremmo fare i conti con questo passato: 3 pomodori, 2 cipolle, 4 carote. Ormai lo avremo digerito.

Siamo un posso senza fondo: vogliamo il senno di poi, ma lo vogliamo adesso! Eppure, la vera esperienza è quello che ci rimane quando non otteniamo quello che volevamo.
Tutto pass-erà. Ecco, anche nel futuro c’è il passato. Imperfetto peraltro. Il che spiega parecchio.

– Per quanto riguarda il presente?
– Per tutto il tempo che lui fissa me.

Prendiamo ad esempio la giraffa. Lei, così grande, invidia il gamberetto perché ha il cuore nella testa: lui, si è innamorato oggi e già lo sa.

Quindi, invece di crearci un problema per ogni soluzione, ricordiamoci che ciò che diamo è nostro per sempre. Ciò che teniamo è perso. Per sempre.

Che il segreto sia vivere come se non ci fosse un ieri?

©GloriaA 2015

giraffa

Mulini.

mulino

Avvento.

Evento rilevante, perché arriva, togliendo.

Come il vento.

Che mosso dai mulini disfa le facce lasciando scoperti i volti.

Di gente con la maschera ne è pieno il mondo. I veri supereroi sono coloro che mostrano il viso. E quello che sono.

Ti sei mai chiesto se ti sei dato abbastanza?  A te e a gli altri. Essere frenati dalla paura fa aumentare la distanza dalla felicità. E invece più vicino è un posto bellissimo.

E’ semplice: nella vita puoi scegliere tra le cose belle o quelle brutte, non c’è tempo per entrambe.
E poiché gli alberi ci fanno l’immenso favore di addossarsi le grandi seccature, prendi te stesso e ridici sopra. E sotto.
E ricordati che:
– a forza di dare tempo al tempo non ne rimane più per noi;
– siamo così concentrati a ritrovare la forma, che dimentichiamo la sostanza;
– anche se siamo fatti di carta possiamo volare come gli aerei.

E se sei confuso, scegli di fare la cosa più bella. Perché le cose belle, in realtà, non sono mai cose.

(foto scattata a Parigi, giugno 2008).