Tag: riflessioni

Note.

DO importanza ai REgali che MI FA SOLitamente LA muSIca?
Dovrei, dovremmo. Andare d’amore.
E d’accordo: Re maggiore, un monarca giusto, il più saggio perché senza corona. Egli spiegava al suo popolo come il modo migliore per ascoltare fosse il silenzio:
“Sentite?” diceva, “fa sempre un rumore diverso”.
La Regina della notte, invece, si dà un sacco di arie: si narra che un tempo, mentre camminava sulla quarta corda, prese la chiave di basso e aprì il cancello del giardino di viole e fiori di Bach; a quel punto, il violino tese il suo arco e scoccò la freccia che fece innamorare due semiminime. Così dalla loro unione nacque una minima. Speranza.
Sostituiamola all’esperienza, impariamo dalle melodie e prendiamo nota:
– saliamo le scale, che arrampicarsi sugli specchi non porta da nessuna parte;
– ci si sente più liberi quando si può rinunciare a tutti quegli ‘avrei voluto dire’. Sarà forse ora che gli errori inizino a imparare da noi?
– abbiamo paura del futuro, ma è l’unico che ancora non ci ha fatto nulla.

Meglio assoli, che male accompagnati.
Meglio rispondere a tono, che in modo atono.
Meglio l’allegro, dell’adagio.
Meglio la battute, della pausa.
Tutto dipende da una virgola.
Basta aspettare.
Basta, aspettare.

E ricordiamoci il più bell’anagramma della storia.
SILENT=LISTEN.
Un pentagramma è formato da linee parallele che non si incontrano mai. Tranne alla fine. Dove ci sono i due punti. Per chi ha voglia non di finire. Ma di ricominciare.
E tu?
Che concerto vuoi essere tu?

©Gloria A 2016

musica

-Mente.

Vivere il momento significa rimanere nel presente, ma occhio che finire a vivere il mo-mento è un attimo.
Franca-mente, Serena-mente, Chiara-mente…è rimasto qualcuno a dire la verità?
E tu credi davvero a tutto quello che ti racconti?
Se non ti senti bene parla più forte, ma poi ascoltati: essere pronti a rendersi conto è il primo passo.

Come con un sentimento. Un sentimento, uno intero. Che metà è solo senti. O peggio ancora, mento.
Donne sfatiamo questo mito: le dimensioni contano!
Quelle del cervello ad esempio, quelle del cuore soprattutto.
Sottotutto invece facciamo terapia d’arte e affidiamoci al bello, che se siamo davvero noi stessi siamo più di noi stessi.

Mettiamo lenti a contatto per  guardare oltre le apparenze e costruiamo un un mo(n)do nuovo:
– dove ridiamo di noi stessi prima che degli altri;
– dove in amore vince chi lo fa;
– dove il con-te-sto fa la differenza.

A volte basta seguire il giusto esempio: onesta-mente, sincera-mente e libera-mente.
Queste le tre divinità cui affidare la nostra materia, quella grigia. Per trasformarla in arcobaleno.

©Gloria A 2016

mondo

Tempi.

Vi faccio presente che è tutto passato.
E tutto passa. L’avete salutato?
Tranquilli, le occasioni mancate non mancano mai.
Tu che verbi usi? Quanto sei presente?
L’era glaciale, l’era dell’Aquario, l’era tecnologica, l’era… ma l’è? quando diamo spazio all’è?
Forse dovremmo fare i conti con questo passato: 3 pomodori, 2 cipolle, 4 carote. Ormai lo avremo digerito.

Siamo un posso senza fondo: vogliamo il senno di poi, ma lo vogliamo adesso! Eppure, la vera esperienza è quello che ci rimane quando non otteniamo quello che volevamo.
Tutto pass-erà. Ecco, anche nel futuro c’è il passato. Imperfetto peraltro. Il che spiega parecchio.

– Per quanto riguarda il presente?
– Per tutto il tempo che lui fissa me.

Prendiamo ad esempio la giraffa. Lei, così grande, invidia il gamberetto perché ha il cuore nella testa: lui, si è innamorato oggi e già lo sa.

Quindi, invece di crearci un problema per ogni soluzione, ricordiamoci che ciò che diamo è nostro per sempre. Ciò che teniamo è perso. Per sempre.

Che il segreto sia vivere come se non ci fosse un ieri?

©GloriaA 2015

giraffa